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Partecipazione Diretta

IN AMBITO SOCIO-POLITICO

Il criterio della progettualità dovrà improntare sia la strutturazione dei servizi, che pertanto dovranno essere calati nei contesti specifici, sulla base delle priorità e necessità rilevate e delle risorse presenti, nonchè monitorati e valutati, sia la gestione degli interventi che saranno basati su progetti individuali, come indica la stessa riforma del sistema assistenziale con l’introduzione dei piani individuali (legge 328/00). Si modifica la stessa tipologia dei servizi, sempre più “prossimi” all’utente, per cui se prima era l’utente a doversi spostare, persino di diverse centinaia di chilometri per curarsi o per essere assistito, o per “alleviare” la famiglia, adesso il servizio giunge fino al suo domicilio, come avviene con l’assistenza personale, servizio ormai di vitale importanza e di ampissima diffusione. Se poi il servizio si realizza in forma autogestita, raggiunge il massimo della flessibilità e della personalizzazione e viene del tutto sottratto all’ente gestore.

NELLE POLITICHE SOCIALI

L’organizzazione degli eventi e delle politiche tradizionalmente centrate sull’offerta, ossia sugli interessi e le pressioni degli enti gestori in quanto fonti di lavoro – istituti di riabilitazione, organizzazioni di professionisti, cooperative ed associazioni – viene a spostarsi sulla domanda, ossia sui bisogni reali di cui si acquista sempre maggiore consapevolezza. In tale direzione vengono pertanto indirizzate le risorse e si modifica la stessa tipologia dei servizi, sempre più “prossimi” alla persona.
In quest’ottica, il fruitore del servizio diventa un “cliente”, più che utente o assistito, e può, quindi, determinare la presenza sul mercato dell’ente che fornisce il servizio.

SUL PIANO CULTURALE

L’immagine di una persona che sceglie un percorso di vita autonoma e indipendente sconvolge lo stereotipo finora radicato nell’immaginario collettivo, quello della persona con disabilità passiva, sofferente, bisognosa, dipendente e, talvolta, mette in crisi gli stessi interlocutori.
Spesso gli atteggiamenti comuni sono del tutto contrari agli obiettivi e ai principi della vita indipendente.

ASSISTENZA AUTOGESTITA

 

COS’E’ ASSISTENZA AUTOGESTITA

L’assistenza autogestita per le persone non autosufficienti e’ la precondizione essenziale per poter realizzare una Vita Indipendente, in quanto consente di organizzare le proprie esigenze mediante l’aiuto di un assistente, scelto direttamente dalla persona disabile o da un familiare (solo nei casi di persone non autodeterminate), con cui concordare in piena libertà tempi, modi e luoghi di svolgimento del servizio. L’assistenza autogestita garantisce in maniera piena e libera il rapporto fiduciario che dovrebbe essere alla base di ogni intervento sociale, rendendo partecipe in maniera decisiva la persona con disabilità all’organizzazione degli interventi in proprio favore.

COME FUNZIONA

La persona con disabilita’ sceglie direttamente il proprio assistente che lo aiutera’ nello svolgimento delle attivita’ quotidiane, instaura con lui un rapporto di lavoro e a norma di legge. Il Municipio di residenza assegnera’ alla persona con disabilita’, in base alle condizioni personali, una somma per il pagamento dell’assistente.
Grazie all’Assistenza Autogestita e’ possibile dunque costruire un proprio stile di vita basato sulla filosofia della Vita Indipendente.

Dobbiamo spezzare il monopolio dei professionisti non disabili che parlano a nome nostro, definire i nostri problemi e suggerire le soluzioni per le nostre specificità.”

 

Adolph Ratzka, Fondatore ENIL

“Come cittadini di uno Stato, le persone con disabilità devono essere titolari degli stessi diritti e delle stesse opportunità degli altri cittadini e devono assumersi anche le stesse responsabilità dei cittadini non-disabili”

Manifesto sulla Vita Indipendente